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Ving Tsun

Tradizionale

1 Ving Tsun Kung Fu Tradizionale non fa eccezione quanto a leggende, infatti le storie abbondano su come il sistema sia diventato ciò che oggi conosciamo. Si sa che fu una monaca di nome Ng Mui a creare il sistema, dandogli il nome della sua prima allieva, Yim Ving Tsun, anch'essa una donna. Il sistema si adatta particolarmente a persone di statura non elevata in quanto evidenzia, alla base della sua potenza, allenamento, tecnica e sincronizzazione, in opposizione alla forza bruta ed alla massa corporea. Per quanto riguarda il lignaggio, il Ving Tsun ha attraversato i secoli dalla monaca Ng Mui fino ad arrivare a Yip Man che, dalla nativa Cina del sud, emigrò a Hong Kong.





Lo stile attirò improvvisamente l'attenzione mondiale agli inizi degli anni '70, quando uno dei primi allievi di Yip Man, Bruce Lee, debuttò al cinema e sulla scena delle arti marziali con le sue affascinanti esibizioni di Kung Fu. Lee studiò in modo irregolare con Yip Man per circa 5 anni a Hong Kong. Nonostante avesse talento ed imparasse velocemente, la sua frequenza irregolare e relativamente breve presso Yip Man non gli permisero di diventare un esperto del sistema Ving Tsun Tradizionale. Lee, quindi, apportò delle modifiche al sistema per renderlo compatibile con le proprie capacità ed infine creò il suo personale jeet Kune Do. Yip Man, comunque, poté formare parecchi allievi esperti in grado di portare la fiaccola del Ving Tsun



il sistema guarda dentro di sé, anziché confrontarsi continuamente con altri stili. Anche raggiunto un alto livello di perfezione il Ving Tsun Tradizionale non smette mai di chiedersi perché e non sottovaluta mai nessuna possibilità tattica.

3. L'ultima e più concreta colonna portante del Ving Tsun Tradizionale è che la sua forza letale risiede nel suo realismo. Il mondo del combattimento è infinito, vario e imprevedibile, e lo stesso si può dire di chi combatte. L'aver capito questa imprevedibilità ha aiutato a sviluppare un sistema che pone l'accento sulla sensibilità alla reazione ossia, non aspettare un preciso stimolo per produrre una specifica risposta. Il Ving Tsun Tradizionale è tra i pochi sistemi che non si è allineato con gli sport da combattimento, con le competizioni o con le prese spirituali. Soprattutto non ha mai perso di vista il suo proposito originale, cioè di formare un combattente maturo che abbia un effettivo controllo sia sulle proprie capacità fisiche che su quelle emotive. Quello che esiste fuori dalla realtà non interessa al praticante di Ving Tsun Tradizionale, perché il tempo viene impiegato per imparare ciò che effettivamente funziona piuttosto che ciò che forse potrebbe funzionare.



Molti stili richiedono un allenamento ed un esercizio giornaliero molto lungo, avendo nelle forme movimenti acrobatici e calci alti. Il Ving Tsun Tradizionale invece, una volta acquisita la sensibilità nel combattimento, che è il cuore del sistema, richiede meno tempo nell'allenamento per continuare a mantenere questa capacità, Inoltre, altri stili diventano inadeguati quando il combattente raggiunge una certa età. In questo caso, ancora una volta, la realtà prevale sulla fantasia delle arene sportive, perché a causa della loro enfasi nell'allenarsi, iniziano a perdere le loro capacità con l'avanzare degli anni. Il Ving Tsun Tradizionale aumenta la forza interiore, la sensibilità, la coordinazione e la coscienza di sé, in opposizione alla forza fisica, alla potenza ed ai muscoli. Lo stesso G.M. Kan ha 62 anni ed è tuttora in ottime condizioni fisiche. Il sistema supportato da queste tre colonne si può




La maggior parte degli stili di Kung Fu, pur sviluppandosi, conservano l'eredita delle origini. Spesso, la trasmissione orale è imprecisa e, dopo un secolo o piu, tale eredita viene talmente esagerata e distorta da trasformarsi in leggenda, se confrontala con un resoconto storico accurato. Pio importante rispetto alle tradizioni ed alle leggende è comunque, il lignaggio, che garantisce all' allievo che quanto sta imparando e' proprio quello stile preciso e non una derivazione modificata



LE TRE COLONNE PORTANTI DEL VING TSUN TRADIZIONALE

Nella sua forma tradizionale, il Ving Tsun Kung Fu viene considerato nel mondo delle arti marziali come un vero e proprio sistema di combattimento per tre ragioni fondamentali.

1. La prima innanzitutto è il suo lignaggio classico, che non ha mai deviato dalle sue teorie fondamentali e dai suoi principi. Questa ostinata aderenza alla tradizione certifica all'allievo che quanto egli apprende non è molto diverso da quello che Ng Mui insegnava ai suoi primi allievi. Qualcuno potrebbe obiettare che questa ostinazione impedisce qualsiasi miglioramento del sistema, che sarebbe potuto avvenire nel tempo, ma un sistema che non trasgredisce non ha neppure bisogno di essere riadattato. Inoltre, l'efficacia del Ving Tsun Tradizionale è ampiamente supportata dal numero consistente di effettivi combattenti.

2. La seconda colonna portante su cui si basa il sistema tradizionale è il suo approccio introspettivo. Piuttosto che insistere per trarre profitto dalle proprie forze, tale sistema esercita unicamente uno sforzo costante per minimizzarle. Si potrebbe anche dire che



 definire completo ed è perfettamente applicabile a qualunque situazione, il suo scopo è quello di formare dei combattenti maturi, non dei criminali, che in una situazione di vita reale non si facciano sorprendere e non si pongano in una posizione perdente. Giacché il sistema fu creato da una donna, si potrebbe pensare che sia adatto solo ad allievi di costituzione fragile e di bassa statura. Ciò non è del tutto vero, perché gli allievi più grossi hanno un vantaggio innato nella loro forza e quindi predominano sugli allievi più minuti.

Paradossalmente, però, gli allievi più bassi tendono ad essere più coordinati e sensibili e di conseguenza apprendono il sistema più rapidamente rispetto agli altri, in particolar modo rispetto a quelli più pesanti. Quindi la formula si bilancia: gli allievi più grossi hanno il vantaggio della forza ma sono svantaggiati nella velocità e nella coordinazione che è la peculiarità degli allievi più piccoli.



Tradizionale nel 2 1 mo secolo, benché solamente pochi tra loro si siano dedicati all'insegnamento del sistema che avevano appreso. In realtà, questi beneficiari, pur avendo l'intenzione di insegnare, tendevano ad addomesticare il sistema secondo le loro specifiche esigenze di forza e debolezza, tra questi però ci fu almeno un'eccezione: Victor Kan Wah Chit, che qualcuno definisce come il miglior allievo di Yip Man, iniziò a studiare con Yip Man all'età di 14 anni, nei primi anni'50. Tra i suoi compagni, Kan era noto come il "Re del Chi Sao e lo stesso Yip Man disse che Kan, oltre ad essere il suo migliore allievo, era l'insegnante più qualificato del sistema. Ma i complimenti non definiscono interamente le capacità di Victor Kan, il quale ebbe modo di mettersi alla prova in parecchie battaglie sia, da ragazzo, nelle violente strade di Hong Kong che, successivamente, in qualità di Capo della Sicurezza nel turbolento West End di Londra.


Infine, la cosa più importante da dire è che ancora oggi, il G.M. Kan segue la tradizione, insegnando il sistema precisamente come lo imparò dal suo Sifu Yip Man, concedendosi un 1% di errore umano nella trasmissione di tale insegnamento.


KUNG FU MAGAZINE ARTICLE 2 (In Italian)