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All photos on this page are © courtesy of Victor Kan. Contents of this page are not to be used without permission.

Sulle orme di Bruce Lee, visita al Kwoon di Victor Kan, suo antico compagno di studi e responsabile per l'Inghilterra dell Hong Kong Wing Chun Association

PAUL LAMB è stato uno dei primi istruttori di WING CHUN in Gran Bretagna; quando ci siamo rivolti a lui per avere delle notizie su questo stile di KUNGTU, che fu quello seguito agli inizi da BRUCE LEE-SIOU LOONG, il « Piccolo drago », egli si è dimostrato cortesissimo ma elusivo.

« Quando sono venuto in Inghilterra, nel 1970, avevo solo 60 studenti; per sopravvivere ho dovuto occuparmi di altro. Ora sono un uomo d'affari che continua ad occuparsi di KUNG FU per nutrire il proprio spirito. Putroppo non ho una mia scuola, ma, » e qui il suo volto si è aperto in un largo sorriso « se volete posso portarvi nella scuola del maestro presso cui io stesso mi alleno ».


IL KWOON di VICTOR KAN è seminascosto nella popolosa e pittoresca Chinatown di Londra; l'ambiente è piccolo e scarno, appena ravvivato da qualche trofeo e da diplomi e fotografie incorniciate. Su una parete, al posto d'onore, il ritratto del Grande Maestro YP MAN, ovunque alle pareti sacchi variopinti pieni di granaglie o di sabbia per allenarsi a colpire.

SIFU KAN, come rispettosamente lo chiamano gli allievi, ci accoglie con riservata cordialità; ha cominciato a 'studiare il WING CHUN a tredici anni-sotto la diretta tutela di YP MAN, ed oggi viene considerato uno dei maggiori esperti mondiali; come attesta il certificato fi r m a t o

da WONG SHUN LEUNG che lo nomina responsabile dell' Associazione WING CHUN di HONG KONG per l'Inghilterra.Prima di venire a LONDRA, dove si è stabilito da appena cinque mesi, il maestro KAN ha viaggiato a lungo, stabilendosi prima in Francia e poi in Svizzera per apprendere la lingua e seguirvi dei corsi. Durante questi viaggi, soprattutto negli Stati Uniti e alle Ha waii, ha avuto numerose offerte di gente che voleva che lui aprisse una scuola ma le ha sempre rifiutate: « un uomo dev'essere pa drone di se stesso e farsi strada colle proprie forze;soprattutto chi insegna dev'essere in grado di prendere le proprie decisioni senza dover rispondere che alla propria coscienza ». Un'altra cosa che gli ha impedito di aprire una scuola fin'ora è la responsabilità che sentiva di fronte agli allievi: « Un allievo » dice « deve scegliere un Maestro e, per i primi tempi, seguirlo ciecamente, fino a che non è in grado di orientarsi da solo. Chi cambia maestro prima di averne assimilato completamente il metodo non può ottenere altro che una grande confusione. Per questo, fir, ) a quando continuavo a spostarmi, non potevo avere una scuola o degli allievi ».


Naturalmente non possiamo chiedere al maestro di spiegarci il WING CHUN in breve tempo; ma ad una nostra domanda egli volentieri prova a spiegarci il suo stile: « WING CHUN è uno stile pratico ed efficace: niente movimenti spettacolari o fantastici, nessun calcio alto; abbiamo delle forme che ogni studente deve apprendere: la prima e fondamentale si chiama SIL LUM TAO, poi vengono CHAN KUE e BIU GEE; nel frattempo si impara come e dove colpire, ci si irrobustisce il fisico e si acutizzano i riflessi; per questo è molto utile MOOK YAN JONG », Ci viene indicato un tronco di legno durissimo da cui si protendono dei pali che rap presentano gli arti di un uomo, su cui viene praticata la forma dei colpi, che comprende nel WING CHUN 116 movimenti ed è chiamata JONG SAU.

VICTON KAN ci fa proseguire nella visita alla palestra e ci mostra uno scritto incorniciato: « Questi sono i dieci comandamenti del WING CHUN, scritti dal Grande Maestro YP MAN in persona » ci dice, e dietro nostra richiesta si presta di buon grado a tradurli:


1) Lo spirito si acquista colla disciplina;

2) Si deve essere sempre educati e rispettosi;

3) Amate i vostri simili tutti gli uomini devono considerarsi fratelli;

4) Rispettate ed amate la famiglia;

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5) Non siate schiavi delle passioni - mantenete sempre una riserva di energia;

6) Allenatevi sempre ed in ogni momento;

7) Pazienza - non cercate il risultato immediato;

8) Umiltà;

9) Aiutate coloro c e sono più deboli;

10) Rispettate gli anziani - Chì è più vecchio di voi ha più esperienza, e per que

Il Maestro KAN mostra il ststema da lui praticato quotidianamente per condizionarsi le mani: centinaia di colpi colle dita tese in una bacinella piena di piccole sfere, Alla parete si può notare il ritratto del Grande Maestro YP MAN.

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sto dovete rispettare la saggezza che è nelle loro parole.

Come ogni maestro di KUNG FU, VICTOR KAN si interessa anche di aspetti che si distaccano dalla pura difesa personale: « Sto studiando l'agopuntura, che ho visto produrre dei risultati fantastici: solo bisogna stare attenti nel scegliere un buon aghipuntore; è una scienza lunga e difficile che non si può pretendere di padroneggiare in poco temPO ».

Spinto da una nostra domanda SIFU KAN ci spiega il proprio atteggiamento circa l'insegnamento del maneggio delle armi tradizionali: « Come vedete qui non insegno le armi; il maneggio delle armi serve solo ad una studente esperto come arricchimento del proprio bagaglio di cultura tradizionale, o per studiare V origine di un movimento. Nella difesa personale il segreto è la fiducia in se stessi e nella sincerità del proprio studio; se uno studente impara a dipendere da un 1 arma, senza di essa si sentirà nulla. Le armi erano utili una volta, quando un uomo doveva imparare a difendersi in poco tempo; ma ora lo studente di KUNG FU non ha più queste necessità immediate, e può dedicarsi a fortificare il proprio spirito senza l'assillo di sopravvivere. Mi rendo conto » prosegue il Maestro, « dei motivi che spingono alcuni ad insegnare le armi; ma mi oppongo a tutto quanto tenda a conimercializzare o a svilire il KUNG FU: per esempio, come vedete, in questa scuola non si usano vestiti di satin o lunghe sciarpe variopinte; in patria ad Hong Kong, ci si allenava con vestiti qualsiasi, bastava che fossero pratici, ed io continuo così. Quando lo spirito è forte, non occorrono manifestazioni esteriori appariscentì.

Arriva, timidamente, da parte nostra la domanda inevitabíle e che da tempo ci bruciava sulle labbra: « Certo che ho conosciuto BRUCE LEE, si è iscritto alla scuola del Granie Maestro appena tre mesi dopo di me, e fui proprio io a mostrargli i primi movimenti

di SIL LUM TAO; era un ragazzo che si faceva notare, vivace, velocissimo nell'apprendere ed assetato di nozioni. So che molto è stato detto contro di lui, ed io stesso non approvo il suo atteggiamento di totale rifiuto delle scuole codificate, ma egli seguiva una strada sua particolare, e i risultati che aveva ottenuto non li conosciamo appìeno. Comunque apprezzo i suoi sforzi nella popolarizzazione delle arti marziali; pur facendo delle concessioni al gusto del pubblico, Bruce ha sempre tenuto il suo stile.

Sappiamo che anche VICTOR KAN ha interpretato alcuni films di arti marziali, sia in patria che in Canadà, ma quando glie ne

chiediamo notizia si schermisce: « Non è nulla di molto importante, sono contento dì quello che ho fatto, e del mio ruolo di consigliere tecnico in alcune pellicole, perché ho fatto del mio meglio per dare un buon livello tecnico e credibilità a quanto si stava girando ».

Chiediamo qualche indiscrezione sui suoi progetti futuri: « Come ho detto, LONDRA sarà la mia residenza stabile, temo che dovrò cambiare sede al mio KWOON, che già ora stenta a contenere tutti gli allíevi: sto già cercando un locale più adatto; per cui, niente indirizzo, chi fosse interessato a venire a trovarmí mi telefoni prima.

Claudio Rega i




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